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Africo,
Ferruzzano, Bruzzano Zeffirio,
Staiti, Brancaleone. |
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Vallata del Torbido:
San
Giovanni di Gerace, Grotteria,
Mammola, Martone,
Gioiosa Jonica,
Marina di
Gioiosa Jonica. |
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Epizephiri: Canolo, Agnana,
Siderno, Antonimina,
Gerace, Locri,
Portigliola, Ciminà,
Sant'Ilario dello Jonio. |
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Vallata del Bonamico: Ardore, Benestare,
Platì,
Careri, Bovalino,
San Luca, Casignana,
Samo, Sant'Agata del Bianco,
Caraffa
del Bianco, Bianco. |
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Vallata dello Stilaro:
Bivongi,
Pazzano,
Stilo,
Monasterace,
Camini,
Stignano,
Riace,
Placanica,
Caulonia,
Roccella Jonica. |
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Grecanica:
Palizzi,
Bova,
Bova Marina,
Condofuri, Roghudi,
Roccaforte del Greco,
Melito Porto Salvo. |
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Ha origini antichissime, fondata come tante altre città
della Locride dagli antichi greci. Il nome deriva dal promontorio Bruzio e
dai Bruzi e dal venticello gentile "Zefiro" che allieta il clima cittadino; " Zephirion Akrotérion" Capo Zeffirio. Nel medioevo fu possedimento dei principi di Carafa, per il
quale un bellissimo arco di trionfo fu eretto in onore della nobile
famiglia. Oggi il centro cittadino si distingue da Bruzzano vecchio ed al
contrario di molte cittadine della Locride non ha la "Marina", i due
centri , il vecchio ed il nuovo, rimangono arroccati ai piedi
dell'Aspromonte. Moltissime le acque sorgive: Le piccole Terme di San
Phantino e l'acqua Munda, rinomata per le sue proprietà organolettiche,
che sgorga ai piedi della frazione Motticella.

Notizie:
Con l'acquisto di un terreno di circa 7
ettari nel territorio di Bruzzano, l'Associazione Nazionale Città del Vino
da' avvio a un programma di studio e ricerca sui vitigni autoctoni antichi
calabresi. Il campo collezione, in parte finanziato dalla Regione
Calabria, accoglierà oltre 200 vitigni, molti dei
quali ritrovati in boschi e campi non coltivati. Il campo collezione
comprende anche quattro palmenti di epoca bizantina. Sono il retaggio di
una vitivinicoltura antica che testimonia la presenza di un'archeologia
del vino. Lo studio dei vitigni antichi vede protagonista l'Università di
Milano, facoltà di agraria, nella persona del professor Attilio Scienza,
mentre gran parte dei ritrovamenti sul territorio sono opera di Orlando
Sculli, studioso locale. Dal campo collezione si svilupperà anche un
progetto di accoglienza per favorire l'ospitalità
di studiosi e ricercatori che vorranno approfondire il tema.
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