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Ferruzzano, nella
sua etimologia storica "Ferru-nzanu" (ferro intero), perciò nel passato,
paese difficile da espugnare, si mantiene tuttora forte.
Abbarbicato su una rocca, sebbene le vicissitudini
storico-politiche e socio-economiche non siano state favorevoli al suo
sviluppo, mantiene intatta la bellezza paesistica, paesaggistica,
naturalistica e, soprattutto, mantiene alta la moralità e l'onestà dei
cittadini.
Il centro storico, che
sorge sul cucuzzolo della collina,a 474 metri sul livello del mare, da cui
dista appena nove chilometri, per la sua splendida posizione geografica,
offre uno sguardo panoramico a trecentosessanta gradi: la Piazza Belvedere
(San Giuseppe) e i tre Calvari costituiscono i punti strategici da cui si
possono osservare le suggestive montagne dell'Aspromonte Orientale, i vari
paesi che lo costellano: Brancaleone, Bruzzano, Staiti, Samo, Sant'Agata,
Caraffa, Bianco, Africo Nuovo e, soprattutto nelle limpide giornate di
ogni stagione, tutti i paesi della costa Nord Orientale, fino a punta
Stilo. Le viuzze, poi, con le "lamie" costituiscono un'attrattiva veramente
particolare, le "vinelle" e le "rughe" richiamano ancora una vita sana e
spensierata non soltanto per i ragazzi ma anche per gli adulti. I piccoli
pianerottoli e gradini delle scale delle caratteristiche case, ormai
disabitate, richiamano facilmente alla memoria l'immagine della
"vecchierella che novellando" con le amiche trascorreva il tempo che i
lavori della campagna le lasciavano libero. E che dire delle bellezze
naturalistiche!! Il Bosco di Rudina, geloso custode di piante di altissimo
valore, tanto da essere riconosciuto dalla Comunità Europea luogo SIC, e
di numerosi palmenti di origine bizantina, scoperti di recente dal Prof.
Orlando Sculli, è diventato meta di tanti esperti escursionisti e studiosi
che vi arrivano da varie università. La "Rocca del Carruso", che sorge
maestosa a guardia di tutte le zone viciniori, le fontane, a sorgente
naturale, di "Zagaria" nel Bosco di Rudina, di "Scrisà", dello "Scalone",
in località Stinchi, di "Santu Petru", della "Portella", di "Strangio",
dei "Frati", e quelle di "stroffa" e di "Saccuti", rappresentano dei
percorsi suggestivi per tutti gli amanti della natura e sono punti di
richiamo della vita del paese nel passato.La vita laboriosa dei "Ferruzzanoti"
(Ferruzzanesi) può essere in parte testimoniata dagli antichi attrezzi di
lavoro esposti in una simbolica mostra sulla "civiltà contadina",
allestita nella struttura di un vecchio asilo di proprietà del Comune.
Un'altra attrattiva è costituita dal Santuario della Madonna della Catena,
che sorge a Sud del paese, sul limite tra il Comune di Ferruzzano e quello
di Bruzzano. E' un santuario che, secondo la tradizione, è conteso dai
cittadini dei due paesi, prova ne è che ancora oggi, nel giorno della
festa della Madonna, che cade la prima domenica del mese di settembre, la
statua deve essere portata fuori dalla chiesa, dove si va in
pellegrinaggio, al calar del sole, per essere portata in processione a
Bruzzano, dove si svolgono i festeggiamenti religiosi e civili.
Tra il paese Antico e la
Marina, si trova il caratteristico Borgo di Saccuti, anticamente
denominato "Baracche", forse perché, in seguito al terremoto del 1907, la
popolazione, rimasta, senza tetto, ha costruito nell'immediatezza delle
case-baracche, ormai ricostruite in muratura.E' un borgo molto
accogliente, dove la gente assapora ancora momenti di intensa vita
relazionale, soprattutto durante la stagione estiva, quando arrivano non
soltanto i nostri emigrati, ma tante altre persone che, in questi ultimi
anni, dimostrano di sapere apprezzare i valori della vita sociale e i
sapori dei frutti della terra.
La zona nuova del paese è
rappresentata dalla frazione della Marina, dove, pur essendoci ancora
"scheletri di case", vive la maggioranza della popolazione che, ormai da
anni, si adopera a inserire Ferruzzano, a pieno titolo, nel polo centri
turistici ionici. Oggi, più che mai, infatti, il nostro paese grazie anche
al clima di operosa collaborazione fra tutti i cittadini, è in una
iniziale fase di sviluppo turistico, soprattutto perché costa e collina
rappresentano due aspetti incantevoli di paesaggio che affascina persino
il passante frettoloso. I diversi colori del mare, la larga spiaggia, la
ghiaia, che nelle giornate apriche invitano al relax, al divertimento, a
vari momenti di aggregazione sociale, a tutte le ore, animano il
lungomare, che in ogni estate, e non soltanto, diventa meta privilegiata
di tanti amici-stranieri.Si tratta di una spiaggia e di una costa che
furono rifugio per i Greci, i quali sbarcati qui, vi si fermarono, pare,
per circa dieci anni, prima di arrivare nella località "Scavi di Locri"
loro prima colonia.
Il Promontorio "Capo
Bruzzano", con la lussureggiante pineta da cui si può ammirare l'orizzonte
e l'omonima scogliera furono per i Greci il porto naturale, il luogo dove
trovarono asilo prima di unirsi agli indigeni dell'entroterra e fondare la
"Potamia" (attuale Bruzzano, San Luca). Lo stesso promontorio, la stessa
striscia di mare, lo stesso piccolo paese, sono il ritrovo piacevole per
tutti coloro che negli anni 40-50 e 60, con la loro valigia di cartone,
riempita di speranze, di onestà, di amore per il lavoro, hanno lasciato la
loro famiglia e la loro terra natia su cui avevano versato inutilmente il
sudore della loro fronte e sono partiti verso quei luoghi paradisiaci,
osannati da qualche pioniere e oggi ritornano con il cuore colmo di
nostalgia. Mutate leggermente le condizioni del
passato, Ferruzzano è un piccolo meraviglioso angolo di mondo
(l'espressione non vuole essere, certamente, un eufemismo), una località
dove la gente è giusto che arrivi, e non soltanto quella parte di
popolazione che, presa dalla struggente nostalgia, riempie la valigia, non
più di cartone e ritorna al proprio paesello!! Certo, le strutture
ricettive sono ancora soltanto a livello privato, ma abbastanza
confortevoli, grazie anche alla gentilezza, all'ospitalità e alla
disponibilità dei proprietari.
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