In greco Politzion, ovvero piccola città; oggi Palizzi è fedele alla nomea greca rimane un grazioso borgo che racchiude tutta
la sua bellezza medioevale grazie alla cura sapiente dei propri cittadini. Del passato greco si tramandano costumi, usi, e un dialetto neogreco
incomprensibile. Il territorio tutto intorno è un lungo ed interminabile sentiero pieno di grotte e megaliti che apre le porte al più vero Aspromonte.
Tanta poesia e suggestione anche per il viaggiatore Edward Lear che nella metà dell'ottocento definì Palizzi come "
Nessun posto più selvaggio nè più straordinario di Palizzi può attirare l'occhio dell'artista
". Il borgo conserva la sua vocazione agricola, la frazione Marina si sta sviluppando turisticamente.